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La Storia di Montemartino

In questa pagina potrai trovare la vera storia di questo paese scritta in lingua antica e non modificata per lasciare il gusto dell'antichità.

La Particolarità

Si narra che Montemartino in passato (due o tre secoli fà) contasse addirittura 300-400 abitanti.

 

 

 

 

 





Montemartino si trova nominato nel testamento del diacono Gerardo in data 3 Gennaio 1034 col quale egli lascia al marchese Ugo probabilmente un Malaspina. Con il sottostante Bosmenso fu feudo dei Malaspina, poscia del Duca Cesarini Sforza. Scrive il Cavagna che Montemartino era parrocchia nel 1200 sotto il titolo di S. Nazzaro; egli però si fonda sul catalogo pubblicato dal Salice , che noi , nel primo volume abbiamo dimostrato essere di dubbio valore. Toponomastica – Non penso che la parola Martino abbia da fare con Marte o con qualche Martino : non con Marte perché colà non si spinge la mitologia pagana, non con Martino perché questo avrebbe dovuto essere il padrone del luogo e cioè uno degli Obertenghi mentre in questa famiglia longobarda non si incontra mai un nome romano, e meno ancora un Martino ricco romano: credevamo che Martino fosse l' aggettivo ligure Mar di cui abbiamo parlato trattando di Malvino oppure da Marter Puzzolo. Nelle vicinanze di questa parrocchia si trova il paese di Bosmenso. Questo è nominato nel testamento del diacono Gerardo sopra detto. Il 29 Marzo 945 Ugo e Lotario Re d'Italia davano a Rotrude ed al figlio Elisiardo e a sua moglie Rotlenda beni in Bosmenso. Dal contesto appare che Rotrude era della famiglia di Re Ugo. A Bosmenso si trova una lapide sepolcrale sulla quale a stento si possono leggere le seguenti parole : “Hoc opus exiguun quod cernis Kelector jam domino tradita au ne triter Rothilda Virgo Jacet hic permansit mater – Anno M” Il Cavagna che copiò la lapide cosi' la traduce: ”Questo tenue lavoro caro lettore non calpestar; ormai dà lode al Signore – la Vergine Rothilde qui visse e giace, risplende negli aterei campi e nei regni del Polo – l'Italia generolla germe di regia schiatta – a te che piangi piissima madre dalla tua terra di S. Giorgio queste parole scrivendo trasmise lo scrittore” Chi era questa vergine Rotilde?...>>Essa era venuta a Bosmenso lontana dalla madre probabilmente per respirare l'aria delle pinete che crescevano allora in quei monti. E' presumibile che non abitasse in casa d'affitto ma abitasse in qualche sua possessione. Probabilmente era una discendente della Rotrude vista sopra. Cosi' si spiega perché la chiesa di Bosmenso è dedicata a S. Giorgio. Nel trattato col quale il Marchese Adalberto donava al monastero di Castiglione beni nel 1033 è nominato fra questi luoghi “Filina sita loco besemanto”. Questa parola Filina si trova in altri luoghi scritta Felinas che Andrea Poggi traduce per Fegino. Nel nostro caso Filina che nello stesso trattato è scritto anche Felina, potrebbe essere Fego. Nel testamento suddetto del diacono Gerardo si legge che egli lasciava al marchese Ugo Monforte Besemenci.appartiene ora alla diocesi di Bobbio.

Dalle cose suddette appare l'importanza civile di Bosmenso. Questo nome si trova portato anche da una fortezza nelle Alpi Apuane nominata da Tito Livio ed è l'attuale Bismantova. Esso è composto di due voci di cui la prima trovasi scritta Bese, Bisi, Boso (Bosmense è contrazione di Bosomenso) e nell'antico ligure Busion e significa Mirtillo. Nella visita di Mons. Settala, 1659, si legge : “Montemartino feudo del Duca Sforza, anime 130, fuochi 33, rettore:oratorio al titolo di S. Giorgio nella villa Bosmenso. Alias parrocchia, nella quale si celebra dal parroco una volta la settimana e si battezza. Possiede cimitero” Nel 1669 la visita dà anime 200, fuochi 33 . Si scorge che i numeri delle anime sono approssimativi, perché la media di cinque per famiglia dovrebbe dare 165. Nel 1780 a Bosmenso si celebrava ogni domenica; l'oratorio però era in tale stato che il Vescovo lo interdisse finchè non fosse migliorato.

                    

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